Tra gli anni 1925-1930, la Denominazione, Studenti Biblici,
conobbe tre importanti fasi repressive ad opera,
inizialmente, delle autorità periferiche e poi,
successivamente, da quelle centrali dello Stato
totalitario.
Una prima fase, lo si ebbe nei riguardi dell’opera
evangelizzatrice, svolta da colportori nel nord-ovest
della nazione tra la fine del 1925 e la primavera del
1926, quando essa lentamente cessò del tutto all’inizio
del 1927 nella sua forma organizzata, ciò, per le forti
pressioni e controlli delle autorità locali, un’opera
iniziata nel 1923.
Immediatamente seguì una seconda fase, dalla metà dell’anno
1927, con l’intervento repressivo dei poteri centrali
dello Stato che, inizialmente ostili alla stampa
WTS-IBSA, iniziarono a censurarla e, dall’anno 1928, la
misero gradualmente al bando nella nazione, mostrando
per essa un’inusitata idiosincrasia.
La repressione attuata nei confronti della stampa WTS-IBSA,
nel 1928, si tramutò in aperta persecuzione verso la
persona ricettore delle dottrine e/o del fedele del
Movimento, concretizzando così una terza fase
repressiva, chiaramente più tenace e dolorosa delle
prime due.
Tuttavia fu il 1929, l’anno evidente della persecuzione
degli Studenti Biblici in Italia, e fu l’anno delle più
importanti indagini dell’autorità centrale dello Stato
nei loro confronti.
Il 1930 fu un anno, definiamolo di “riflessione” per
la gestione e l’organizzazione della Denominazione in
Italia, dove si cercherà, da parte dei vertici WTS, di
far revocare dal bando la stampa WTS-IBSA tentando di
chiarire e spiegare presso le autorità centrali dello
Stato.
Il 1931 (e gli anni successivi oggetto di approfondimento
nel III volume), fu un’anno storico ed emblematico in
quanto la Denominazione, a livello internazionale, si
attribuì un nome identificativo, quello di: Testimoni di
Geova.
I Testimoni di Geova in Italia, supportati dalla sede
filiale Svizzera e dai vertici della WTS negli Usa,
usando molto buon senso, tentarono nel 1932, di
avvicinare elementi rappresentativi dello Stato
totalitario fascista, al fine di far conoscere la loro
attività cultuale ed evangelizzatrice. Contatti ci
furono solo nel 1932, per precisare la posizione
dottrinale dei fedeli del Movimento, i quali non avevano
alcun fine politico, ma esclusivamente religioso, ma
nulla fu concluso in loro favore, tutto fu precluso dai
gerarchi del regime.
Per contro, dopo l’anno 1932 gli eventi persecutori
peggiorarono sempre più, la stampa WTS-IBSA entrò
lentamente, ciò già dal 1928, nella clandestinità,
mentre la persecuzione fisica nei riguardi dei singoli
fedeli si concretizzò ampiamente a partire del 1934, con
i primi provvedimenti di deportazione al confino di PS,
ad inizio anno 1935, una dura persecuzione che si
concluse solo nell’autunno del 1943, poco dopo la caduta
del regime fascista.
Tuttavia lo spirito di profonda abnegazione per le attività
pastorali e cultuali, poste in essere tra il 1925 e il
1930 in Italia, rimane oggi motivo di fierezza,
intrepidezza e somma dignità, dimostrata in quegli anni
dagli appartenenti al Movimento religioso.